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Ornitologia

Lasciamo la descrizione morfologica e sistematica dei rapaci diurni ai diffusissimi siti di ornitologia facilmente rintracciabili in rete, per dedicare la nostra attenzione agli aspetti della falconeria meno comunemente conusciuti dei rapaci diurni e che il falconiere, vivendo quotidianamente a contatto con questi predatori affascinanti, conosce meglio di qualsiasi altro. Astore giovane
Essendo fondamentalmente utilizzati per la caccia, i rapaci diurni più comunemente usati in Falconeria sono quelli con le maggiori potenzialità venatorie. I rapaci più "tranquilli" cioè quelli che in natura svolgono un'attività di "ricerca" del cibo più che di caccia attiva, tipo le poiane o i gheppi vengono utilizzati più che altro per il noviziato.
La parte del leone tocca al Pellegrino per l'alto volo ed all'Astore per il basso volo.
Il lato ornitologico della Falconeria è caratterizzato da una forte ed approfondita conoscenza delle specie e delle sottospecie dei rapaci diurni, anche sotto quegli aspetti dettagliati del comportamento e delle biologia che normalmente sfuggono persino agli ornitologi più attenti. Questo fatto nasce dalle esigenze molto particolari da cui la Falconeria non può prescindere. Ci sono aspetti della biologia dei rapaci che non possono essere studiati con le normali osservazioni in natura e che i falconieri conoscono perfettamente, grazie alla quotidiana frequentazione dei loro animali. Per esempio la muta del piumaggio o il peso corporeo in relazione alla stagione ed all'esercizio della predazione o ancora il comportamento di coppia durante il periodo riproduttivo.
Vediamo adesso alcune delle specie più utilizzate, soffermandoci su alcune caratteristiche particolari sicuramente poco conosciute da chi non vive con i rapaci.



Il Falco Pellegrino (Falco peregrinus) è diffuso in tutto il Mondo con diverse sottospecie che hanno caratteristiche morfologiche Pellegrino e comportamentali affini, ma non identiche. Le più allevate sono il F. p. Peregrinus in Europa, il F.p. anatum ed il F.p. pealei in America e Canada. Altre sottospecie allevate in cattività sono il F.p. brookei, il F.p. babilonicus, il F.p. tundrius e il F.p. calidus. In genere il Pellegrino è un falco abbastanza tranquillo in voliera e molto aggressivo in volo nei confronti della selvaggina da piuma. Queste due caratteristiche lo hanno da sempre fatto preferire agli altri come falco da caccia di alto volo. L'alto volo è rivolto esclusivamente alla predazione di uccelli e prevede che il falco voli più alto possibile e che aspetti il passaggio della preda alata sotto di lui, colpendola in picchiata. Questo è lo stile del Pellegrino anche in natura.
Il Pellegrino a terra non attacca quasi mai, soprattutto perchè a piedi è goffo e poco agile con le zampe. Inoltre le sue ali lunghe e relativamente strette e il suo carico alare proprozionalmente alto non gli consentono uno scatto veloce pertendo da terra. Per cui se un uccello si butta a terra o su di un tetto, di solito il Pellegrino, dopo aver fatto alcune "passate" veloci per cercare di agganciare la preda, abbandona l'attacco e si rimette in alto volo, aspettando un'altra occasione. Anche l'inseguimento "alla coda" non è uno stile di caccia molto utilizzato dal Pellegrino. Normalmente al termine della picchiata, se la preda scarta ed evita l'aggancio, il Pellegrino rimonta velocemente sfruttando la spinta della prima picchiata e si ributta sul fuggitivo in un secondo tentativo, più lento.
Se anche questo fallisce, si verifica un inseguimento ad ali battute che di solito dura qualche centinaio di metri e poi s'interrompe. Il Pellegrino sa che non ha senso sprecare energie in quel tipo di caccia e rimonta per tornare al suo stile più consono.



Il Girfalco (Falco rusticolus) , il Falco sacro (Falco cherrug) ed il Lanario (Falco biarmicus) vengono catalogati nei falchi di alto volo perchè morfologicamente hanno la struttura simile (ma non identica) a quella del Pellegrino, ma il loro stile di caccia è più eclettico e meno specialistico.
Girfalco bianco
Infatti cacciano anche prede di terra come roditori e rettili, pur utilizzando talvolta l'alto volo. Il loro stile è meno "pulito", anche se forse concretamente sono più efficaci nelle catture. A causa della loro forma mentis diversa da quella del Pellegrino il loro addestramento deve seguire fasi diverse. La loro perseveranza nell'inseguimento è molto tenace e non è insolito per un Girfalco inseguire le anatre per chilometri e chilometri prima di desistere o catturare. Naturalmente questo atteggiamento comporta problemi non da poco in Falconeria, soprattutto nei nostri territori limitati geograficamente e legislativamente.
Le ibridazioni fra i falconi, effettuate in cattività con l'inseminazione artificiale, già da diversi anni hanno attirato falconieri ed allevatori con la speranza di produrre animali con le migliori caratteristiche delle due specie incrociate. Non sempre il gioco riesce, come d'altronde in qualsiasi altro campo di allevamento. Spesso sono nate polemiche da parte di sedicenti zoologi e naturalisti che vorrebbero far credere che le ibridazioni effettuate dagli allevatori, se disperse in natura, potrebbero contaminare il patrimonio genetico dei contingenti selvatici. L'argomentazione è talmente priva di fondamenti scientifici che non varrebbe la pena di trattarla, ma per non peccare di snobismo, verrebbe semplicemente da chiedere a coloro sostengono questa tesi come mai le specie selvatiche come il Girfalco ed il Lanario che sovrappongono l'uno a Nord e l'altro a Sud i loro areali di riproduzione con il falco Pellegrino, non si siano mai ibridati in natura con quest'ultimo. Come potrebbero farlo con un ibrido?



L' Astore (Accipiter gentilis) a caccia è un "calcolatore". Il suo stile preferito è l'agguato. Astore Aspetta sino all'ultimo prima di sferrare un attacco velocissimo, breve e quasi sempre definitivo. E' il falco da caccia vera, per antonomasia. In Falconeria i suoi orizzonti di cattura si ampliano parecchio, rispetto a quelli degli astori in natura. La caccia alla selvaggina stanziale, che si rimette dopo qualche centinaio di metri, lo abitua ad inseguire più di quanto farebbe allo stato selvatico, certo che prima o poi ci sarà il cedimento della preda. L'Astore, differentemente dai falchi di alto volo, Pratica il basso volo, cioè il volo radente, inseguendo la preda alla coda e incalzandola anche a terra e nei rifugi naturali dove cerca di ripararsi. L'Astore è un uccello particolarmente timido e nervoso verso l'uomo e molto aggressivo verso tutto quello che viene da lui considerato come potenziale preda.
Il suo stile di vita e di caccia lo hanno selezionato per avere una grande sensibilità verso tutto quello che lo circonda, i rumori, i movimenti, i colori, le nuove forme di oggetti sconosciuti che si presentano sul territorio sporadicamente (macchine, balle di paglia, teloni colorati, etc). Tutto viene soppesato stando nell'ombra. Il suo metabolismo veloce brucia velocemente le riserve energetiche e non gli consente di star fermo troppo tempo senza predare. E' quindi abbastanza frequente incontrare gli astori dentro le piccionaie ed i pollai, "dispense" di cibo che sembrano essere state messe lì per poterne fruire. Purtroppo spesso questa capacità naturale dell'astore di capire istintivamente la vulnerabilità della preda più facile, che in natura è di enorme importanza per il controllo selettivo sugli animali deboli e malati, se accostata alla presenza umana si ritorce contro l'Astore in maniera tragicamente ingiusta. Così nei secoli questo utilissimo selettore naturale è stato decimato dall'uomo proprio sfruttando il suo pregio più importante: l'opportunismo predatorio.



Anche lo Sparviere (Accipiter nisus) è della stessa pasta e la sua tragica passione per le gabbiette dei richiami negli appostamenti fissi gli è sempre costata cara. Il suo metabolismo è ancora più rapido di quello dell'Astore e questo lo ha reso ancor più audace nel rischiare la vicinanza con il mondo umano. Non è infrequente incontrarlo anche nei parchi cittadini ed intorno alle cascine a caccia di tortore e piccioni. Di non facile addestramento in Falconeria a causa della sua mole ridotta e del suo metabolismo che lo rendono molto delicato e sensibile alla condizione di caccia.



L'elenco dei rapaci addestrati alla Falconeria è ancora lungo se consideriamo che oggi non è difficile procurarsi uccelli provenienti dal altri continenti, allevati in cattività. Smerigli (Falco colombarius), Lodolai (Falco subbuteo), Poiane (Buteo buteo) ed anche aquile reali (Aquila chrisaetos) sono ormai riprodotti in cattività da generazioni e generazioni, consentendone la detenzione a norma della legislazione internazionale.
Un falco di relativamente recente "scoperta" per la Falconeria europea ed italiana è il Falco di Harris (Parabuteo Unicinctus) di origine centro americana. Specie molto eclettica nello stile di caccia e nelle prede, l'Harris' ha un carattere generalmente confidente con l'uomo e molto aggressivo verso tutte le prede. E' l'unico rapace che in natura caccia in gruppo, tollerando la presenza di compagni di caccia ed anzi collaborando con loro nella cattura. La sua caccia è fondamentalmente di basso volo e pur essendo più lento dell'Astore, riesce comunque a catturare la maggior parte delle prede di interesse venatorio sfruttando le sue poliedriche doti opportuniste. Sicuramente meno spettacolare dell'Astore, ha conquistato negli ultimi anni le simpatie di moltissimi falconieri europei per il suo alto rapporto fra la facilità di addestramento e la produttività di carniere.


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