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Negli ultimi 30 anni la Falconeria ha visto la crescita dell'interesse nei suoi confronti da parte di una vasta schiera di appassionati di ornitologia e di caccia.
In tutta Europa l'aumento degli adepti alla falconeria in questo periodo è stato sensibile e abbastanza costante.
Astori riprodotti in cattività In Italia la legislazione e la gestione del territorio interessato all'attività venatoria hanno avuto un ritardo di sensibilità verso la Falconeria alla quale sono state dedicate le legittime attenzioni soltanto in questi ultimissimi anni.
Un forte ruolo di innovazione ed allargamento della schiera dei falconieri o aspiranti tali ebbero, all'inizio degli anni '90, alcune iniziative intraprese da giovani gruppi che, senza i retaggi della elitaria tradizione del passato e con l'apertura di contatti sia culturali che pratici soprattutto all'estero, contribuirono alla divulgazione della falconeria in tutti gli ambienti sociali.
Il fattore fondamentale di questa crescita probabilmente è in gran parte dovuto alla relativa facilità e convenienza con cui da anni è possibile venire in possesso di un rapace, grazie all'allevamento in cattività di tutti i soggetti utilizzati in falconeria.
L'approvigionamento di uccelli dalla natura, ormai anacronistico ed incompatibile con le moderne sensibilità ambientali, è sempre stato un fortissimo limite sia culturale che economico posto alla divulgazione di questa passione. Oggi paradossalmente l'offerta supera la richiesta e chiunque può acquistare un rapace perfettamente in linea con le norme internazionali di protezione naturale ad un prezzo minore di quello di un cavallo o di un cane di razza.
Purtroppo non sempre la passione è supportata dalla competenza e talvolta, come accade per qualsiasi altro animale, la buona fede non basta per gestire l'oggetto delle nostre attenzioni, con conseguenze poco felici.
Per questo motivo sono nate un pò dovunque associazioni di appassionati in grado di indirizzare gli "aspiranti falconieri" verso questa disciplina senza far loro correre il rischio di delusioni premature e di danni irreversibili agli animali.
Allevamento in cattività L'Unione Nazionale Cacciatori Falconieri, ultima nata e "dulcis in fundo", ha come intendimento quello di riunire l'anima della falconeria italiana in un grande, unico, contenitore esaustivo.
La falconeria di oggi è una logica ed inevitabile evoluzione di stile e filosofia che non può prescindere dalla vita moderna con le connesioni fra gli spazi temporali e legislativi del nostro tempo. Ne sono riprova le attività socialmente insostituibili in cui la falconeria trova spazi importanti di collaborazione, come la sicurezza aeroportuale (bird strike) e la tutela delle aree sensibili al sovrannumero di uccelli nocivi (allevamenti ittici, depuratori di acque, capannoni, spazi pubblici etc).
L'avvento della tecnologia elettronica ha trovato impensabili spazi anche in campi, come la falconeria, che sono rimasti immobili per secoli e secoli su comportamenti, operazioni, materiali tradizionalmente insuperati sino al decennnio scorso. La radio telemetria e le bilance elettroniche di precisione hanno sconvolto i concetti di condizione di volo e di sensibilità nel maneggiamento, dando una spinta maggiore alla qualità ed alla sicurezza nel controllo del falco in volo. I vincoli legislativi rivolti alle specie cacciabili ed alla disponibilità dei territori e dei calendari hanno forzato la cultura del falconiere moderno verso un dressage più rigoroso ed una maggiore conoscenza dei cicli biologici dei rapaci, come la muta ed il calore.
La tecnologia ha inciso inoltre in modo fondamentale sul processo di allevamento in cattività dei rapaci, fornendo strumenti di analisi cellulare e di sviluppo embrionale (incubatrici, schiuditrici, etc.) fondamentali per la riuscita della riproduzione.
La crescente conoscenza etologica dei rapaci in ogni ciclo vitale, riproduzione compresa, e l'utilizzo moderno dell'imprinting, hanno dato un apporto fondamentale per l'utilizzo della fecondazione artificiale cooperativa, che ha permesso la riproduzione in cattività delle specie aggressive interspecificamente.
Tutto questo è stato il terreno di cultura su cui si è sviluppata la Falconeria degli ultimi anni e in cui crescerà il futuro per le nuove generazioni, speriamo sotto l'egida del buon senso e del rispetto dei principi fondamentali dell'equilibrio naturale.




Telemetria

L'uso della telemetria elettronica in Falconeria è ormai consolidato da una ventina d'anni. In pratica consiste nell'applicare sul falco (ad una zampa, sulle timoniere della coda o al collo) un piccolissimo trasmettitore di frequenza che viene captata da un ricevitore con antenna tipo Yagi. Radio Trasmettitore I trasmettitori pesano pochissimi grammi (4-10) e sono assolutamente irrilevanti per i falchi. Si applicano al momento del volo e si levano al termine della cacciata. I ricevitori sono anch'essei molto ridotti nel peso (200-300 grammi) e nelle dimensioni (alcuni non superano le dimensioni di un pacchetto di sigarette) con antenne Yagi ripiegabili da tre elementi. Il mercato ormai offre una gamma vastissima di scelte a prezzi abbordabili. Il trasmettitore consente di rintracciare il falco che dovesse essersi allontanato fuori dalla vista anche diversi chilometri (2-10 dipende dal territorio e dalla potenza dell'apparecchiatura) ed ha una durata di utilizzo di diversi giorni continuativi. In alcune nazioni è obbligatorio l'uso della telemetria per non mettere a repentaglio la vita dei falconi. Nessun falconiere di buon senso oggi uscirebbe a caccia con il falco senza la radio-trasmittente.



Riproduzione in cattività

La riproduzione in cattività si divide in due tipi: la riproduzione ad inseminazione "naturale" (NI) e quella ad inseminazione "artificiale" (AI). La NI è in pratica quella che si ottiene da due soggetti messi in una voliera dalle dimensioni e dalle caratteristiche idonee alla specie in oggetto, che attuano un accoppiamento naturale senza nessun intervento da parte dell'uomo.
Corteggiamento in scatola nido
E' un sistema ormai poco usato perchè non porta a grandi successi soprattutto dal punto di vista quantitativo e perchè necessita di grandi strutture e diversi soggetti da accoppiare, con grandi investimenti di spesa e pochi risultati proporzionali. La AI è il sistema più usato oggi in tutto il Mondo dagli allevatori professionisti. I soggetti utilizzati sono allevati a mano dall'uomo ed imprintati. In questo modo sia il maschio che la femmina si "accoppiano" con l'uomo senza problemi, dando risultati ottimi perchè da pochi soggetti riproduttori si riescono ad ottenere molte uova feconde. L'allevamento dei pulli può poi proseguire con i genitori. Negli ultimi anni si è diffusa la tecnica della AI cooperativa, in cui il maschio copula spontaneamente sulla mano dell'uomo e la femmina accetta di essere fecondata spontaneamente. Questa tecnica, non facile, ha dato risultati sorprendenti grazie alla completa tranquillità con cui i riproduttori svolgono tutta l'attività di corteggiamento e copula con i loro partners umani.



Hacking

Il termine è anglosassone e riprende quello forse più antico di origine francese del "Taquet", in pratica significa rilasciare in natura falchi nati in cattività, crendo una scatola nido artificiale e abituandoli lentamente alla vita selvatica senza contatti con l'uomo. Pellegrini in scatola nido Questa tecnica viene utilizzata sia per avere giovani uccelli da falconeria che in qualche modo abbiano comunque vissuto i primi mesi di vita come se fossero selvatici, sia per reintrodurre animali in natura. Nel primo caso gli uccelli vengono ricatturati dall'allevatore dopo qualche periodo di volo in natura, nel secondo vengono lasciati liberi, di solito in siti di nidificazione da ricolonizzare. Ci sono poi casi particolari in cui rapaci selvatici decidono di stabilirsi in zone nuove, come ormai spesso accade ai grattacieli di molte città moderne. In questi casi spesso hanno il problema di non sapere dove deporre le uova non trovando substrati adatti sul cemento, l'acciaio ed il vetro che normalmente vengono utilizzati nelle costruzioni urbane. E' possibile allora intervenire creando "scatole nido" nei siti prescelti dalla coppia selvatica, favorendo così la deposizione naturale.



Bird Strike

Gli incidenti aerei in fase di decollo ed atterraggio dovuti a collisioni con uccelli sulle piste, sono diventati negli ultimi anni oggetto di analisi e studio in tutto il Mondo. L'incremento smodato dei volatili nelle aree degli aeroporti, che di fatto sono oasi di protezione, ha portato ad una impennata la statistica dei "contatti" fra gli aerei e l'avifauna, con notevoli danni a cose e persone. Uccelli e Aerei I mezzi utilizzati dagli aeroporti per liberare le piste dagli stormi di uccelli potenzialmente pericolosi (di solito Laridi, Ardeidi, Anatidi, ma anche stormi di uccelli più piccoli come storni o pavoncelle) sono stati molti e di multiforme progettazione, ma l'unico che mantiene un effetto nel tempo e al quale non c'è assuefazione, si è dimostrato l'utilizzo dei falchi. Tanto si è detto e scritto pro e contro la Falconeria negli aeroporti, ma è sufficente andare a vedere l'effetto che ha il falco in volo sugli uccelli e l'evidenza non può che stupire. E' ovvio che gli animalisti siano contrari, per ideologia, ma ciò non può negare l'evidenza del risultato. E' anche ovvio che chi produce sistemi di allarme elettronici, cannoncini ad aria compressa, sistemi ad ultrasuoni, ed altre invenzioni meccaniche, sia propenso a sminure la "concorrenza", soprattutto perchè l'indotto commerciale che alimenta la tecnologia supporta un business con il quale la falconeria non può competere (quando il "naturale" si scontra con il "tecnologico", non c'è speranza...). Però il falco funziona davvero....

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