Non poteva mancare una pagina rivolta alla cinofilia in relazione all'utilizzo del falco a caccia.
Ci sono forme di caccia con il falco che non prevedono l'utilizzo del cane per rintracciare la selvaggina
(corvidi, anatidi, piccoli passeriformi, etc), ma la caccia classica alla selvaggina stanziale non può
prescindere dall'ausilio del cane da ferma o da cerca.
Molto è stato scritto, da competenti o semplicemente appassionati, ma mettendo da parte la partigianeria
per questa o quella razza rimane il fatto che senza un cane non si fa caccia.
Il cane da ferma più adatto alla falconeria è quello che a parità di resa nella cerca e nella
ferma, si dimostra più "intelligente" in senso generale nel comprendere le necessità del falconiere
che deve gestire due animali, nemici naturali fra loro, in una situazione cooperativa di grande eccitazione
venatoria.
In poche parole il cane che si riesce a gestire meglio, il più docile.
Naturalmente ci sono razze che sembrano più "malleabili" per la loro natura apparentemente calma e pacioccona,
ma non è detto che nella situazione di caccia e soprattutto nel momento critico della "disputa" della preda
rispecchino la loro immagine classica. Andando per gradi, i cani da caccia interessanti per la falconeria si possono
fondamentalmente ricercare nelle categorie dei cani da ferma e dei cani da cerca. I cani da seguita, da tana,
da traccia, i levrieri etc non sono mai stati utilizzati con i falchi, se non in casi rari che non possono fare testo.
I cani da ferma vengano divisi nelle prove di selezione ufficiali in razze cosiddette "inglesi" (pointer e setter)
ed in quelle "continentali". I continentali si dividono ulteriormente in continentali italiani (spinone, bracco
italiano) ed esteri (kurzhaar, khortaal, drahtaar, epagnuel breton). In realtà i bracchi europei sono molti
altri (bracco portoghese, bracco francese, weimaraner, viszla, etc), ma per queste razze i numeri sono ancora limitati a zone ristrette (come d'altronde
succede allo spinone che con poche centinaia di soggetti nati ogni anno in Italia ha una scarsa, sebbene apprezzata,
diffusione in Europa). Consideriamo perciò, tralasciando i casi rari, le razze sopracitate, che entro
le quali cadono per la quasi totalità le preferenze dei falconieri (e dei cacciatori) italiani.
Premettendo che ognuno vede nella razza preferita le caratteristiche migliori, che agli occhi di chi ne preferisce
un'altra possono sembrare quasi difetti, nel giudicare le razze è indispensabile considerare tutte le
caratteristiche peculiari di quella particolare razza per poter valutare il soggetto che potrebbe essere ideale
per la nostra attività.
Per esempio: il movimento orizzontale della coda durante la cerca è un difetto
grave negli inglesi (setter e pointer) mentre è consentito ed anzi desiderato nei bracchi. Tutti e
comunque devono irrigidirla senza movimenti di sorta durante la ferma. Il trotto è un movimento fuori
standard per gli inglesi, è indispensabile nei bracchi italiani. Quindi ogni razza ha i suoi standards
di morfologia, movimento in cerca, presa di punto, filata, guidata e ferma, che sono stati rigidamente fissati
al momento del riconoscimento ufficiale della razza da parte degli enti cinofili internazionali.
E' importante, per la selezione, ma anche per la nostra soddisfazione personale, ricercare sempre cani che abbiano
caratteristiche generali entro lo standard della loro razza. Detto questo, poichè è sempre il cervello
che tira le gambe e le fa fermare al momento giusto, è naturale che se un soggetto ha poca intelligenza
diventa del tutto inutilizzabile anche se magari è morfologicamente perfetto. Molti problemi dopo la scelta
del cane, si hanno proprio perchè spesso scegliamo il cane per l'estetica e poi a due anni scopriamo che
"va troppo veloce, troppo lontano, non ferma bene, non ci aspetta quando Ë fermo etc" . Che si fa? Non possiamo
certo sopprimerlo o regalarlo, ormai fa parte della famiglia, ma un cane campa un bel po' e due cani sono troppo
per i nostri spazi. E così si prova con il dresseur professionista ed alla fine rinunciamo. Il nostro
bel setter con tanto di padre famoso, frange lunghe e occhi languidi se ne sta a casa. Ce lo avevano garantito
e l'avevamo anche pagato un bel po'...
Indubbiamente un buon sistema per conoscere i cani è quello di frequentare le prove cinofile e tra queste
quelle che maggiormente potrebbero indicarci buoni soggetti. Per quanto riguarda la falconeria sicuramente
i trialers, i campioni di grande cerca, sono da non considerare, in virtù della loro selezione basata
sul grande temperamento adatto a grandi spazi. Il nostro cane è più facile trovarlo fra le cucciolate
dei partecipanti alle prove attitudinali a quaglie o fra i cani di caccia pratica. Naturalmente se si conoscono
cani già visti a caccia e di nostro interesse, meglio ancora. Comunque sia, la cosa fondamentale è
conoscere personalmente i genitori delle cucciolate da visionare, oppure affidarsi alle indicazioni di amici cinofili.
I pedigrees altisonanti, dove compaiono decine di asterischi e di trialers, sono proprio quelli che al falconiere
interessano di meno, non perchè non siano cani eccellenti, ma perchè per andare a caccia con il falco
ed il cane è necessario essere una squadra dove ci si capisce con uno sguardo ed un cenno e dove il cane
deve saper controllare la sua emotività ed irruenza in ogni momento, anche dopo ore di lavoro.
Le razze da ferma
Il setter inglese sta veramente facendo la parte dell'asso pigliatutto.
Più di 19.000 all'anno sono i setters inglesi che vengono iscritti ogni anno al LOI dell'ENCI
contro i circa 4.000 pointers e khurzaar e più di 7.000 breton. I bracchi
italiani (circa 800), spinoni (circa 600), korthals (un centinaio),
drahtaar (circa 1.600). Gli altri setters, sebbene in ascesa, gordon (350), irlandese
(1.100), irlandese rosso-bianco (meno di 10)
sono indietro di parecchio.
Indubbiamente l'estetica del setter inglese gioca un grande ruolo nella predilezione che hanno verso di lui
moltissimi cacciatori, ma un grande pregio di questo cane è fondamentalmente la versatilità.
Dalla palude in pianura fino alla beccaccia nel bosco fitto, passando dalle pietraie da bianche a 2.000 metri,
ogni ambiente vede setters che sono diventati specialisti per ogni tipo di cerca e di caccia. Dal trialer assatanato
al riflessivo beccacciaio, il setter Ë presente con soggetti all'apice della qualità.
Grande cane per i falconieri, ma attenzione alle linee di sangue! Per i falchi è assolutamente meglio
il modello "beccaccia", rispetto al trialer.
Il pointer ha sempre sofferto la concorrenza del setter, soprattutto a causa della sua morfologia molto
atletica e un po' aggressiva, dallo sguardo talvolta poco rassicurante, dietro agli occhi scuri e quello stop
un po' troppo accentuato. In realtà la dolcezza del pointer non teme rivali e la sua timidezza talvolta
diventa quasi un problema. Questa razza da sempre è il termine di paragone per tutte le altre quando si
parla di potenza olfattiva, velocità, passione. Anche i settermen più accaniti almeno una volta
nella vita avranno detto, quasi rimangiandoselo subito dopo, un "va veloce quasi come un pointer...".
Fra i tanti termini coniati per i cani inglesi quello del "signore del vento" calza a pennello per il pointer,
almeno quanto "baronetto seduto" per il setter.
Anche per il pointer vale il discorso della genealogia, da valutare attentamente per riuscire ad ottenere
un ausiliare che ci faccia divertire e non imprecare.
I bracchi, forse le razze madri. Gli italiani hanno un grande posto nel cuore dei cinofili grazie alle
antiche origini e alla precariet ! della loro perpetuazione. Oggi gli amanti del bracco italiano, almeno da
quello che si legge sulle riviste cinofile e su Internet, sono ottimisti per l'andamento della razza, ma
i numeri parlano chiaro e girando e rigirando a caccia , in tutta la stagione, l'incontro di cacciatori con
bracchi italiani è un evento raro. I falconieri hanno pensato per un certo tempo che la flemma del bracco
italiano ed il suo sguardo quasi umano fossero garanzia di un atteggiamento riflessivo e utile per la caccia
con il falco, ma in realtà la passione verso la caccia che hanno questi cani non è minore di quella
degli inglesi e non è detto che in presenza del falco abbiano comportamenti più tranquilli degli altri
cani. Inoltre c'è il grande problema che, sempre a causa dei numeri ridotti di soggetti allevati ogni anno,
non c'è una grande possibilità di scelta e di visione di soggetti al lavoro. Teoricamente il bracco
italiano, secondo il suo standard di razza, potrebbe essere il cane ideale per il falconiere, in pratica anche qui
è fondamentale la conoscenza dei riproduttori.
Il kurzhaar (bracco tedesco) è fra tutti i continentali quello che ha caratteristiche di cerca
e di apertura più simili agli inglesi. Anche morfologicamente è più simile al pointer
che al bracco italiano o ai bracchi spagnoli e francesi. Cane dalle grandi doti venatorie, dal carattere fermo
e riflessivo, molto attento alle necessità dell'uomo. Selezionato in Germania per prove di lavoro durissime
che prevedono dalla cerca e la ferma, alla guardia dello zaino e del selvatico abbattuto, alla traccia di sangue,
al controllo dei nocivi (volpi, mustelidi).
Per queste sue doti in passato ci sono state linee di sangue un po' troppo disinibite verso l'uomo e qualche
soggetto un po' troppo mordace. Oggi ci sono kurzhaar molto equilibrati ed affidabili che nulla hanno da invidiare
alle razze inglesi, sia come mentalità di cerca che come sicurezza di ferma.
L'epagnuel breton: il piccolo grande cane. Il più piccolo cane da ferma, ma con una passione
indistruttibile. Spesso è stato scelto dai cacciatori per la mole ridotta che permette di tenerlo in casa
facilmente, ma la sua mentalità venatoria non è seconda a nessuno. E' stato utilizzato persino come
cane da riporto o da cerca, grazie alla sua versatilità, ma negli ultimi anni si è decisamente riportata
la selezione sulle sue doti di fermatore. Vale quanto detto per le altre razze riguardo la conoscenza della
genealogia, prima di operare un acquisto. Il breton grazie al suo buon carattere e l'attaccamento al padrone,
può essere considerato un ottimo cane per il falconiere.
Korthals, drahtaar, spinoni, tutti possono diventare buoni ausiliari da falconeria, ma a parte
le doti individuali dei singoli soggetti e quello che si può leggere sui manuali specifici, questi cani, chi
più chi meno, hanno numeri così ridotti fra i cacciatori ed i cinofili, che diventa difficile potere
valutare la loro reale valenza nel campo della falconeria.
Comunque il falconiere che abbia la certezza del valore
di cani particolari ed abbia passione per la ricerca, farà bene a testare anche queste razze del tutto
meritevoli di nota.
Le razze da cerca
Springer spaniels e cockers. Chi non ha avuto la tentazione di acquistarne uno, magari dopo la delusione
di un inglese che non fermava?
Questi cani dovrebbero avere due grandi caratteristiche a caccia:
1 - cercare e far partire qualsiasi cosa gli capiti a tiro;
2 - recuperare e riportare tutto ciò che viene abbattuto, in qualsiasi posto sia caduto.
La prima caratteristica potrebbe essere utile con la falconeria di basso volo, sempre che il cane cerchi
molto vicino al falconiere, altrimenti si darebbe troppo vantaggio alla preda, ma non è utilizzabile con
l'alto volo. La seconda caratteristica è una di quelle che il falconiere non vorrebbe mai avere in un
cane da usare con i falchi. Infatti la cosa peggiore che può succedere in falconeria è che il cane
vada a disturbare o addirittura a riportare la preda abbattuta dal falco. Questa situazione può creare gravi
inconvenienti e normalmente, anche nei cani da ferma viene inibita assolutamente. Queste considerazioni
danno automaticamente la risposta sulla scelta delle razze da cerca per la falconeria.
Naturalmente ci sarà sempre qualcuno soddisfattissimo dei suoi cani, di qualsiasi razza si parli,
che vorrà farci credere che quella è sempre la migliore, ma probabilmente tanto fa il cane o
la razza, ma molto di più fa il conduttore. Ci sono cacciatori che affermano di aver avuto un solo
grande cane nella vita (probabilmente siamo di fronte alla fortuna...), ma come mai quelli che hanno sempre
i cani bravi, anche quando cambiano razza, sono sempre gli stessi?
Con i cani, come con i falchi, sarà la razza o la fortuna, ma anche un po' di "manico"... non guasta mai.