Arriviamo la mattina del 24 agosto al centro “falconiformes”, dopo una notte passata a Rotterdam; le indicazioni sono scarse, ci perdiamo quasi fra centinaia di serre gigantesche e mille canali pieni zeppi di gallinelle e soprattutto folaghe, oltre a numerosissime anatre. Ma ecco il centro, wow, è un dedalo di voliere, gabbie, prati con falchi giardinati, nursery, oltre all’area destinata agli accessori, dove lavorano un imbalsamatore e un montatore di scheletri di uccelli. Qui faccio due chiacchiere con Bob Dalton, che presenta il suo nuovo libro sull’Harris, oltre a numerosi DVD da lui prodotti, fra cui la chicca, caccia con una coppia di aplomado in Messico, mi fa promettere di invitarlo in Italia a uno dei nostri raduni. Harrie Knol, un venditore di libri antichi di falconeria, mi fa :”dr.Coppaloni, I suppose?”ma chiarisco subito l’equivoco, comunque gli acquisto un vecchio libro portoghese sull’argomento.
La cosa più incredibile è la quantità di personale, tutti con la maglietta del centro, che si muove indaffarata qua e là, oltre a numerosi ragazzini che vanno avanti e indietro con falchi, gufi, avvoltoi sul pugno, occupati a pesarli e annotare sul registro. La pulizia e l’organizzazione è da clinica svizzera.
Ma veniamo agli uccelli in vendita, in quanto si tratta di una mostra-mercato: oltre ai “soliti” pellegrini, sacri, ibridi e Harris, abbiamo delle vere chicche: lodolai, sparvieri, nibbi, smerigli (già acquistati questi in toto dagli spagnoli, arrivati il giorno prima, che hanno riempito due grandi recinzioni dei loro acquisti) un accipiter bicolor che mi tenta non poco, ibridi di aquila realeXrapax, aquile calve americane, poiane ferruginose e coda rossa; fra i notturni, civette delle tane, barbagianni neri della sonda, civette delle nevi, allocchi e gufi comuni, fra gli avvoltoi capovaccai, grifoni.
Tutti animali in perfette condizioni di penne e tranquilli al blocco.La mattina del 25 ci vede ripartire per l’Italia con la macchina stracolma di trasportini…….